
La visione non è semplicemente la capacità di vedere, ma un complesso di abilità che consistono nell’interpretare gli stimoli visivi in modo tempestivo e reattivo. La qualità dell’apprendimento motorio e cognitivo, quindi, dipende dalla qualità della percezione visiva. Proprio per questo, la visione è una funzione che si può acquisire, allenare ed integrare con le altre abilità percettive e motorie, attraverso il metodo SVTA.
Si tratta di una metodologia innovativa di potenziamento visivo, integrazione sensoriale e cinetica che contribuisce al corretto sviluppo del sistema nervoso centrale. Coinvolge e fa interagire abilità visive, equilibrio, sistema vestibolo-oculare, senso cinestetico, abilità motorie-coordinatie, udito e abilità cognitive. L’ideatore di questo metodo è Andrea Cagno, ottico optometria posturale comportamentale specializzato nell’optometria applicata allo sport.
L’integrazione delle terapie comportamentali e cognitive tradizionali con il metodo SVTA permette di potenziare le informazioni sensorio-motorie, attentive e le funzioni esecutive, diventando così un valido strumento per le neurodiversità, come ad esempio l’autismo.
Il metodo Svta è Particolarmente indicato per i bambini con disturbi del Neurosviluppo come dsa,
Problemi di attenzione e iperattività (ADHD).
Ai bambini vengono assegnati degli esercizi specifici e personalizzati, da svolgere sotto forma di gioco. In questo modo esso riescono a migliorare deficit di lettura, scrittura, comprensione del testo, di attenzione e concentrazione, migliorando infine l’autostima.
Per uno sportivo, avere una visione completa e perfetta del proprio ambiente è fondamentale ai fini di una buona prestazione. Essa può essere educata, ottimizzata, allenata e il metodo SVTA permette di migliorare notevolmente la qualità e la reattività dell’interpretazione degli stimoli esterni e da come questi interagiscono con il sistema motorio.
Molti tecnici sportivi di diverse discipline ricorrono a questo metodo, poiché fornisce un significativo potenziamento dell’area visiva e dell’integrazione psico-cinetica. Infatti, in tutte le discipline sportive è necessario un grande senso dell’equilibrio e controllo assoluto del gesto tecnico, che si basano su una buona sensibilità propriocettiva, dovuta a un continuo adattamento tonico, posturale e coordinativo. Un allenamento integrato con metodo SVTA prevede quindi esercitazioni che inducono la muscolatura a reagire utilizzando il pieno funzionamento di tutte le aree di informazione, per generare una risposta motoria adeguata alla nuova situazione posturale.
La propriocezione è gestita dal sistema nervoso centrale e integra:
informazioni visive, vestibolari e somatosensoriali;
attivazione muscoloscheletrica, tattica, tecnica e strategica a livello di movimento.
Ad esempio: un’alterazione, seppur impercettibile, tra i due occhi, provoca un adattamento in torsione della testa, con una lieve rotazione delle prime tre vertebre cervicali e conseguente asimmetria nella tensione dei muscoli che sorreggono o ruotano la testa. Si tratta di un’alterazione impercettibile, ma sufficiente a minare la correttezza e l’efficacia della performance atletica.

ELENA CAPORALI: Optometrist Cognitive Trainer, Titolare di Vision Balance
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[a cura di: Arianna Del Sordo]